
Le prime notizie che si hanno relative alla antica e fiorente
città di Talamone, che sorgeva nei pressi del colle
di talamonaccio, fanno riferimento all'aiuto che dette a Mario
di ritorno dal suo esilio africano per organizzare un esercito
e marciare contro Silla. Aiuto che Talamone pagò a
caro prezzo, dal momento che fallito il tentativo di Mario,
lo stesso Silla rivolse la propria ferocia contro coloro che
avevano aiutato il suo rivale e Talamone ed i suoi abitanti
fu completamente annientata.
Per molti anni successivi, di Talamone, ricostruita sul luogo
dove sorge attualmente, non si ha più traccia nelle
fonti storiche. Intorno all'anno 1000 il suo porto fu acquistato
dall' abbazia di San Salvatore, e passò successivamente
sotto il controllo degli Aldobrandeschi di Santa Fiora fino
al 1303 quando fu ceduto alla repubblica di Siena.
Dal 1356 al 1364 Talamone conobbe un effimero momento di prosperità. Divenne il porto commerciale di Firenze e in base ad un trattato tra Siena e Firenze, la Repubblica si impegnava a mettere a disposizione il porto ai mercanti fiorentini, e ad attivare e a curare la manutenzione della strada che attraverso Paganico conduceva a Siena e a Firenze, badando che lungo il tragitto ci fossero alberghi e cambi di cavalli. Successivamente con il riavvicinamento tra Firenze e Pisa, Talamone perse di importanza.
Tra il 1410 e il 1414 divenne dominio del re di Napoli Ladislao
di Durazzo, nel 1526 fu conquistato da Andrea Doria e nella
notte del 22 Aprile del 1543 subì una distruzione da
parte dei saraceni.
Nel 1548 Pietro Cataneo fu incaricato dalla Repubblica di
Siena di restaurare le fortificazioni di Talmone per resistere
alle scorrerie piratesche, ma nel 1557 il territorio fu ceduto
dalla Spagna a Cosimo I dei Medici , e Talmone andò
a far parte dello stato dei Presidi.
Nel 1802 passò al costituendo Regno d'Etruria. Nel
1815 , con il trattato di Vienna, andò a far parte
del Granducato di Toscana.
E nel 1860 fu annesso al Regno d'Italia. Sempre nel 1860 Garibaldi
fece scalo a Talamone durante la spedizione dei mille per
rifornirsi di acqua ed armi.
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