Manda un email a tuttomaremma

Storia di Sovana: dalle origini alla soppressione
della comunità del 1814.

Storia Sovana

Le sue origini risalgono ad insediamenti di agricltori e pastori sullo le rive dell'antico fiume Armine (oggi Fiora). Divenne una fiorente città etrusca nel VII sec. a.C. con il nome di Suana e fu alleata di Vulci nelle agguerrite lotte contro l'espansionismo territoriale romano.
Nel III sec. a.C. con la conquista romana dell'Etruria da parte del console Caio Tiberio, Sovana divenne "Municipium" alle dipendenze di Statonia. Anche se politicamente romanizzata, gli abitanti conservarono cultura, arte, lingua e scrittura della civiltà etrusca almeno fino al I sec. a.C. come testimoniano le numerose tombe trovate nella zona.
Intorno al IV secolo a.C. vi troviamo affermato il Cristianesimo anche grazie all'opera di evangelizzazione operata da S. Mamiliano.
Conobbe le incursioni barbariche da parte dei Goti e dei Longobardi, ma riuscì sempre a mantenere i propri ordinamenti municipali.
A partire dal IX secolo fu culla della famiglia degli aldobrandeschi e patria di Papa Gregorio VII (al secolo Ildebrando di Soana nato tra il 1015 e il 1020). Il culmine dello splendore lo raggiunse verso il XIII secolo con i conti Umberto e Guglielmo (citati da Dante) e con Ildebrandino il rosso eroe nelle battaglie di Montaperti, Benevento e Tagliacozzo. In questo periodo vennero costruiti i più importanti edifici della piazza principale, tra cui il palazzo pretorio.
Nel 1243 la città dovette cedere all'assedio delle truppe di Federico II comandate da Pandolfo di Pasarella. Guglielmo Aldobrandeschi fu costretto così ad accettare dei presidi imperiali in città ed in altri centri della contea. Iniziò così un lento declino di Sovana. Con la morte della contessa Margherita si spense la dinastia aldobrandesca e per un secolo furono i conti Orsini a dominare il territorio, finchè nel 1411 la città fu conquistata e saccheggiata dai senesi (la campana del duomo fu portata a Siena e collocata sul campanile della cattedrale dove si trova ancora oggi). Nel 1555 passò sotto il dominio Mediceo, ma il declino della città fu sempre più inarrestabile: invasioni, distruzioni ed epidemie ne provocarono lo spopolamento.
Nel 1660 il vescovo Gerolamo Borghesi, trasferì la sede episcopale da Sovana a Pitigliano, e nel 1814 Pietro Leopoldo di Lorena soppresse anche la sua comunità, aggregandola come frazione a Sorano dove rimase definitivamente fino ai giorni nostri. Risorta in questi ultimi decenni grazie al ritrvamento di una importante necropoli etrusca, Sovana è oggi un caratteristico paese di circa 500 abitanti meta di studiosi e turisti. All'originale pavimentazione in pietra, la sovrintendenza di Siena ha sostituito un fondo incolto come già era nel medioevo. Nella piazza del pretorio, splendida scenografia medievale, oltre al palazzo comunale si possono ammirare la loggia del capitano ed il palazzo pretorio. Merita particolare attenzione anche la chiesa di S. Maria costruita sulla struttura di un preesistente tempio romanico. Il "Ciborio" preromanico, pezzo unico in toscana, è senza dubbio il gioiello di Sovana; risalente probabilmente al periodo tra l' VIII e il IX sec. a. C. si possono ammirare al suo interno affreschi dei primi anni del 1500. Da segnalare all'interno dell'abitato, la casa natale di Gregorio VII e la cattedrale dei SS. Pietro e Paolo.

Torna a Sovana


LA CASA DI SUSI



A cura di
Michela Papadia
itaen