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Storia di Sovana

Storia Sovana

Storia di Sovana: fiorente città etrusca divenuta poi dominio degli Aldobrandeschi, degli Orsini ed oggi importante meta turistica.

In origine Sovana era un insediamento di agricoltori e pastori stanziati sulle rive dell'antico fiume Armine (oggi Fiora). Divenne una fiorente città etrusca nel VII sec. a.C. con il nome di Suana e fu alleata di Vulci nelle agguerrite lotte contro l'espansionismo territoriale romano. Nel III sec. a.C. con la conquista romana dell'Etruria da parte del console Caio Tiberio, Sovana divenne "Municipium" alle dipendenze di Statonia. Anche se politicamente romanizzata, gli abitanti conservarono cultura, arte, lingua e scrittura della civiltà etrusca almeno fino al I sec. a.C. come testimoniano le numerose necropoli etrusche rinvenute nella zona.
Intorno al IV secolo a.C. vi troviamo affermato il Cristianesimo anche grazie all'opera di evangelizzazione operata da S. Mamiliano.
Conobbe le incursioni barbariche da parte dei Goti e dei Longobardi, ma riuscì sempre a mantenere i propri ordinamenti municipali.
A partire dal IX secolo fu culla della famiglia degli Aldobrandeschi e patria di Papa Gregorio VII (al secolo Ildebrando di Soana nato tra il 1015 e il 1020). Il culmine dello splendore lo raggiunse verso il XIII secolo con i conti Umberto e Guglielmo (citati da Dante) e con Ildebrandino Il Rosso eroe nelle battaglie di Montaperti, Benevento e Tagliacozzo. In questo periodo vennero costruiti i più importanti edifici della piazza principale, tra cui il palazzo pretorio.
Nel 1243 la città dovette cedere all'assedio delle truppe di Federico II comandate da Pandolfo di Pasarella. Guglielmo Aldobrandeschi fu costretto così ad accettare dei presidi imperiali in città ed in altri centri della contea. Iniziò così un lento declino di Sovana. Con la morte della contessa Margherita si spense la dinastia Aldobrandesca e per un secolo furono i conti Orsini a dominare il territorio, finché nel 1411 la città fu conquistata e saccheggiata dai senesi (la campana del duomo fu portata a Siena e collocata sul campanile della cattedrale dove si trova ancora oggi). Nel 1555 passò sotto il dominio Mediceo, ma il declino della città fu sempre più inarrestabile: invasioni, distruzioni ed epidemie ne provocarono lo spopolamento. Nel 1640 Ferdinando II de’ Medici fece un tentativo di ripopolamento dando ospitalità presso Sovana a 160 famiglie greche della Morea (Peloponneso) che erano fuggite dalle loro terre a causa delle guerra di Candia. Pochi anni dopo nel 1660 il vescovo Gerolamo Borghesi, trasferì la sede episcopale da Sovana a Pitigliano. Il tentativo di Fernando II non dette i risultati sperati, la malaria continuava ad imperversare e la piccola comunità greca fu falcidiata. Nel 1814 Pietro Leopoldo di Lorena soppresse la comunità di Sovana ormai ridotta a poche decine di abitanti, aggregandola come frazione a Sorano dove rimase definitivamente fino ai giorni nostri.
Oggi sembrano essere passati anni luce da quel periodo "buio", Sovana è un grazioso e caratteristico paese della Maremma di circa 500 abitanti, meta di studiosi e turisti che arrivano da tutto il mondo per ammirare le necropoli etrusche e le affascinanti e misteriose Vie Cave.

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