Cosa vedere a Porto Santo Stefano
Cosa vedere a Porto Santo Stefano: itinerari turistici ed escursioni a Porto Santo Stefano e dintorni.
Una passeggiata a Porto Santo Stefano
Arrivando in macchina, già dalla discesa che conduce in paese, potrete ammirare un bel panorama su Porto Santo Stefano. La prima cosa che incontrerete sarà il cantiere navale, dove i maestri d’ascia rimettono a nuovo degli autentici gioielli del mare. A questo punto, specialmente in alta stagione, vi consigliamo di lasciare l’auto nei parcheggi predisposti e proseguite poi a piedi. Costeggiando il mare attraverserete tutto il porto del Valle con gli imbarchi per le isole del Giglio e Giannutri, le imbarcazioni da diporto e la flotta dei pescherecci; se arrivate nel pomeriggio vi potrà capitare di assistere allo sbarco del pesce fresco.
Terminato il porto inizia lo splendido Lungomare dei Navigatori, disegnato da Giorgetto Giugiaro, che vi conduce verso il porticciolo della Pilarella. Tuttavia prima di proseguire potrete attraversare la strada e visitare l'Acquario, all’interno del quale è riprodotto l’ambiente marino tipico del mediterraneo.
Riprendete adesso il Lungomare, dove le numerosissime panchine rivolte verso il mare, vi consentiranno di fare una pausa godendovi lo spettacolo del golfo dell'Argentario che "guarda" verso Talamone. Al Termine del Lungomare sarete arrivati in Piazza dei Rioni che, affacciata sul porticciolo, potremo definirla il "salotto" di Porto Santo Stefano. D'obbligo una sosta nei numerosi bar e ristorantini con terrazza sul mare, in qualsiasi ora del giorno, dalla colazione all'apertivo al dopo cena, l'atmosfera rilassante di questo luogo vi regala dei momenti veramente piacevoli. In estate vi divertirete anche ad osservare i bambini locali che si tuffano a ripetizione nelle acque di questo piccolo porto.
Dopo esservi riposati, risalite attraverso i suggestivi vicoli e scalinate del centro storico, per raggiungere la Fortezza Spagnola. La salita non è lunga ma decisamente ripida, vi sconsigliamo quindi di affrontarla nelle ore più calde della giornata. Abbiamo dedicato alla Fortezza un'apposita scheda che trovate di seguito, tuttavia vi anticipiamo che il panorama che ammirerete merita, da solo, una visita in questo luogo.
Fortezza Spagnola
Entrando a Porto Santo Stefano con la macchina, si costeggia il lungomare fino ad arrivare in Piazza dei Rioni, da qui attraverso la salita di via Martiri d'Ungheria si raggiunge la strada panoramica, girate a sinistra all'incrocio al termine della salita e dopo poche centinaia di metri vi troverete alla base della Fortezza Spagnola.
Costruita nei primi decenni del XVII secolo e recentemete restaurata, è un bell'esempio di architettura militare spagnola.
Composta di due livelli, poggia su un basamento quadrato di metri 35 x 35, l''ingresso si trova sul lato a monte ed è costituito da una breve e stretta rampa di scale terminanti con quello che era un ponte levatoio. Superato il portone d'ingresso troviamo un cortile con al centro l'apertura di una cisterna e sui lati i sei locali della guarnigione. Proseguendo abbiamo accesso alla terrazza, in posizione dominante sul porto, nella quale si conservano tutt'oggi i cerchi in pietra che permettevano la rotazione degli affusti dei cannoni ottocenteschi. Per mezzo di due rampe laterali si sale sul piano superiore dove troviamo un'altra terrazza con quattro feritoie per i cannoni che puntavano verso il mare. Sul lato opposto del forte, verso il monte, ci sono due camminamenti sovrapposti con piccole feritoie per la piccola artiglieria.
Il panorama che si ammira dalle sue terrazze è di una bellezza unica, inoltre questo storico edificio ospita le mostre permanenti dei Maestri d'Ascia e "Memorie Sommerse" con alcuni dei reperti archeologici recuperati nelle acque dell'arcipelago Toscano.
Per informazioni ed orari d'apertura tel. 0564 810681
Strada Panoramica e Torri Costiere
La strada Panoramica costeggia la porzione dell’Argentario affacciata sul mare aperto, collega i due centri di Porto Ercole e Porto Santo Stefano, anche se attualmente, un’interruzione impedisce di percorrerla interamente in automobile. Guidare su questa strada è un piacere unico, oltre ad ammirare lo splendido panorama, si possono scorgere sul lato destro, verso il mare, i resti di una serie di torri costiere. La prima, visibile all'interno di un parco privato, è Torre di Lividonia costruita nel XVI secolo. Seguono la Torre della Cacciarella, quella di Cala Grande già riutilizzata come faro ed oggi parte integrante di una casa privata, la Torre di Cala Moresca di fronte all'isolotto dell'Argentarola, e la torre di Cala Piatti oggi inclusa nell'Hotel di Cala Piccola.
Proseguendo sempre in direzione Porto Ercole, al termine di una ripida salita si aprirà davanti ai nostri occhi lo splendido panorama del golfo sottostante dove potremo scorgere senza difficoltà l'isola di Giannutri. A questo punto, lasciate la macchina o la moto e prosegute a piedi per un sentiero che si apre sulla destra. Il nostro obiettivo sarà quello di raggiungere il sentiero che si affaccia sul mare, e da lì proseguire nella direzione dei ruderi che potremo visualizzare sulla cima del colle posto alla nostra destra. Raggiunto l'obiettivo, potremo ammirare i resti della torre di Capo d'Uomo, che probabilmente, aveva la funzione di raccogliere le segnalazioni emesse dalle torri della costa sud-occidentale del promontorio, per poi ritrasmetterle a Porto S. Stefano. La struttura, ampiamente danneggiata, domina la cala sottostante dalla cima di una parete rocciosa che scende a picco per 358 metri e si immerge nel mare sottostante. Il panorama è di una bellezza stupefacente!
Tornando alla strada percorribile con l'automobile, proseguiremo in direzione Porto Ercole, dopo qualche chilometro la strada diventa sterrata con un fondo molto irregolare ed incontriamo (appena visibile) la torre quadrata della Maddalena. Anche questa come molte altre torri è stata realizzata nel periodo della dominazione senese e successivamente potenziata dagli spagnoli.
Continuando nella solita direzione ci imbatteremo in successione nelle torri delle Cannelle e Ciana già descritte negli itinerari di Porto Ercole.
Come detto in precedenza la strada è interrotta e con l’automobile sarete costretti a tornare a Porto Santo Stefano, potrete approfittarne per le foto su panorami mozzafiato.
Villa Romana dei Domizi Enobarbi
Provenendo da Orbetello superate il bivio per il tombolo della Giannella, proseguite in direzione Porto Santo Stefano e superate l'Hotel Villa Domizia, subito dopo, al termine della breve salita, lasciate la macchina nel piccolo slargo che sia apre sulla vostra sinistra. A questo punto attraversate la strada e cercate tra gli ulivi il cancelletto (sempre aperto) ed il relativo sentiero che conduce alla spiaggia. Sulla sinistra di questa spiaggetta sorgeva un' imponente villa romana risalente al I sec. a.C. appartenente alla famiglia dei Domizi Enobarbi (famiglia dell'imperatore Nerone). La villa era dotata di una peschiera per l'allevamento del pesce con un complesso sistema di cisterne, gallerie, serbatoi, criptoportico con terrazza, piscine termali e strutture portuali. A dimostrare l'importanza di questo sito, ricordiamo che era segnalato col nome di Domitiana Positio, in un elenco di approdi e porti risalente all'età imperiale.
Oggi parte della villa romana si trova sul terreno di una villa privata, tuttavia sull'estremità sinistra della spiaggia potrete vedere le peschiere, oggi semisommerse dal mare. Proseguite sugli scogli sempre verso sinistra (in alcuni tratti dovrete mettere i piedi in mare), vedrete i resti delle cantine, dei magazzini e di alcune gallerie che conducono all'interno della villa. Vi consigliamo di tuffarvi con una maschera e visitare i resti anche dal mare, il fondale è molto basso e potrete apprezzare al meglio questo sito.
Nel 2002 sono stati rinvenuti degli splendidi pavimenti in mosaico che però si trovano nel terreno della villa privata suddetta.
Nel 1442 sopra i ruderi romani fu costruita la torre senese di Santa Liberata (allora chiamata Santa Reparata) che nella parte superiore fu distrutta dai tedeschi nel 1944 durante la seconda guerra mondiale, anche questa torre oggi si trova sull'area privata.
Convento dei Passionisti e Punta Telegrafo
Percorrendo la strada che da Porto S. Stefano porta ad Orbetello, superata la punta degli stretti, troviamo sulla destra (ben indicato dalla segnaletica) la strada provinciale che ci permettere di raggiungere la vetta del Monte Argentario. A quota 273 metri troviamo il convento dei Padri Passionisti (la chiesa, di stile settecentesco, conserva numerose reliquie di S. Paolo) dal piazzale del quale si può godere di uno dei più bei panorami dell'intero Argentario. Proseguendo la salita si arriva a quota 645 metri sul livello del mare, vetta dell'Argentario denominata Punta Telegrafo. Lo spettacolo panoramico è di una bellezza disarmante, si possono ammirare le isole del Giglio, di Giannutri e in condizioni di cielo particolarmente sereno anche l'isola di Montecristo.
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