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Storia di Pitigliano: dalle origini al plebiscito del 1860.

Storia Pitigliano

Lo spettacolo della sua veduta, che ci appare improvvisa dalla curva della Madonna della Grazie, è sufficiente per venire a scoprirla.
Costruita su uno sperone di tufo e raccolta all'ombra del magnifico castello Orsini fiancheggiato dalle arcate di un acquedotto mediceo, presenta tutt'ora le case in stile rustico del particolare colore di questa roccia che si arrampicano intervallate da grotte naturali oggi adibite a cantine o stalle. Vari reperti archeologici oltre alle necropoli rinvenute lungo il torrente Meleta, ci testimoniano che la città sia stata abitata fin dall'età arcaica.

Di origine senza dubbio etrusca, vi succedettero prima i romani e successivamente i Longobardi. Sin dal IX sec. a.C. la vita politica di questo paese fu strettamente legata a Sovana, sede principale della famiglia Aldobrandeschi. Successivamente con il declino inesorabile che stava conoscendo Sovana, l'importanza di Pitigliano divenne sempre maggiore e nel 1293, con il matrimonio tra Romano Orsini ed Anastasia, figlia di Margherita Aldobrandeschi e di Guido di Montfort, la sede della contea fu trasferita da Sovana a Pitigliano, ritenuta evidentemente più sicura. Alla morte del più illustre esponente della famiglia Orsini, papa Nicolò III, l'intera contea fu travagliata da conflitti interni e dagli assalti della repubblica senese.
Nel 1547 i cittadini di Pitigliano proclamarono signore delle loro città Niccolò IV, ma il suo governo durò poco e finì male. Il tribunale dell'Inquisizione pontificia infatti lo sottopose a giudizio e lo imprigionò. Dopo alterne vicende ed intrighi politici, nel 1604 Cosimo de' Medici prese possesso della città ma il dominio mediceo non portò gli effetti sperati ed il progressivo impoverimento cessò soltanto con l'avvento dei Lorena. Di quì in poi le sorti del paese seguirono quelle del Granducato di Toscana. Infine con il plebiscito del 1860, Pitigliano aderì al Regno d'Italia seguendone le vicissitudini.

Pitigliano è anche conosciuta come la piccola Gerusalemma d'Italia per via di una comunità ebraica che vi arrivò nel XV sec. e che nonostante emigrazioni verso Firenze e Livorno si mantiene seppur piccola a tutt'oggi. Tra i numerosi monumenti conservati, ricordiamo oltre al palazzo Orsini, la chiesa rinascimentale di S. Maria, il Duomo e in piazza S. Gregorio VII l'ornata colonna in travertino che sostiene un orso effige della famiglia Orsini.

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LA CASA DI SUSI



A cura di
Michela Papadia
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