
Lo spettacolo della sua veduta, che ci appare improvvisa
dalla curva della Madonna della Grazie, è sufficiente
per venire a scoprirla.
Costruita su uno sperone di tufo e raccolta all'ombra del
magnifico castello Orsini fiancheggiato dalle arcate di un
acquedotto mediceo, presenta tutt'ora le case in stile rustico
del particolare colore di questa roccia che si arrampicano
intervallate da grotte naturali oggi adibite a cantine o stalle.
Vari reperti archeologici oltre alle necropoli rinvenute lungo
il torrente Meleta, ci testimoniano che la città sia
stata abitata fin dall'età arcaica.
Di origine senza dubbio etrusca, vi succedettero prima i romani
e successivamente i Longobardi. Sin dal IX sec. a.C. la vita
politica di questo paese fu strettamente legata a Sovana,
sede principale della famiglia Aldobrandeschi. Successivamente con il declino inesorabile
che stava conoscendo Sovana, l'importanza di Pitigliano divenne
sempre maggiore e nel 1293, con il matrimonio tra Romano Orsini
ed Anastasia, figlia di Margherita Aldobrandeschi e di Guido
di Montfort, la sede della contea fu trasferita da Sovana
a Pitigliano, ritenuta evidentemente più sicura. Alla morte del più illustre esponente della famiglia
Orsini, papa Nicolò III, l'intera contea fu travagliata
da conflitti interni e dagli assalti della repubblica senese.
Nel 1547 i cittadini di Pitigliano proclamarono signore delle
loro città Niccolò IV, ma il suo governo durò
poco e finì male. Il tribunale dell'Inquisizione pontificia
infatti lo sottopose a giudizio e lo imprigionò. Dopo alterne vicende ed intrighi politici, nel 1604 Cosimo
de' Medici prese possesso della città ma il dominio
mediceo non portò gli effetti sperati ed il progressivo
impoverimento cessò soltanto con l'avvento dei Lorena.
Di quì in poi le sorti del paese seguirono quelle del
Granducato di Toscana. Infine con il plebiscito del 1860,
Pitigliano aderì al Regno d'Italia seguendone le vicissitudini.
Pitigliano è anche conosciuta come la piccola Gerusalemma d'Italia per via di una comunità ebraica che vi arrivò nel XV sec. e che nonostante emigrazioni verso Firenze e Livorno si mantiene seppur piccola a tutt'oggi. Tra i numerosi monumenti conservati, ricordiamo oltre al palazzo Orsini, la chiesa rinascimentale di S. Maria, il Duomo e in piazza S. Gregorio VII l'ornata colonna in travertino che sostiene un orso effige della famiglia Orsini.
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